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Crescere, cambiare, adattarsi.

La differenza tra carriera e successo

Fino a qualche anno fa mi occupavo di spettacoli. Per un bel po’ di tempo ho avuto a che fare con produzioni ed artisti importanti, anche se in realtà tutto è relativo. Finché, per una serie di ragioni, ho deciso di cambiare ambiente di lavoro, ed ho iniziato a collaborare con realtà molto più piccole.

Tutti i miei collaboratori mi guardavano con perplessità, qualche collega mi sconsigliava apertamente di farlo, il mio committente più grosso mi salutò dandomi del pazzo e profetizzando che me ne sarei pentito.

In effetti, per certi versi è stato una specie di salto nel buio: facevo un lavoro economicamente gratificante, avevo la soddisfazione di trovarmi in contesti sempre più prestigiosi, andavo a pranzo con personaggi dei quali la maggior parte dei miei colleghi aveva solo sentito parlare.

Però, nonostante tutto questo, sentivo sempre più la mancanza di quell’elemento fondamentale che fa la differenza tra la carriera ed il successo: la crescita come persona.

La crescita personale

Spesso associamo il concetto di crescita personale ai manuali sull’autostima promossi dalle sponsorizzate sui social, oppure ai viaggi in estremo oriente per trovare sé stessi, o persino ad esperienze esoteriche.

In certi ambienti invece è il pretesto per costosi workshop in hotel di lusso per imparare tecniche di persuasione, migliorare la produttività (spesso a vantaggio di qualcun altro), o portare la propria vita ad un fantomatico next level.

Invece, crescere come persone, significa seguire un percorso evolutivo naturale, guidati da un professionista che ci aiuta a comprendere meglio la nostra voce interiore, verso ciò che ci è davvero utile.

Significa imparare come superare certe convinzioni e schemi mentali auto-limitanti trasmessi dalla famiglia, dalla società, dai mass-media. Spesso non ce ne accorgiamo, ma ci incatenano ad uno stato di frustrazione all’interno della nostra zona di comfort, e ci spingono a cercare sempre più frequenti soddisfazioni esterne.

Il lavoro debilita l’uomo

Attualmente, le istituzioni pubbliche, private, sociali, stanno convogliando in un’immensa, tentacolare, inesorabile impresa globale in cui l’interesse economico di pochi prevale su ogni altra esigenza della società, o dei singoli individui.

Questo sistema impone ritmi e condizioni di lavoro e vita privata rumorosi  e confusionari, che peggiorano la qualità della nostra vita e delle persone che ci sono vicine. Infatti dedichiamo tanto tempo ed energie al lavoro, ma senza un reale beneficio per noi, la nostra famiglia e le nostre relazioni umane.

Chi si adatta vince

La buona notizia è che non è mai né troppo presto né troppo tardi per decidere di cambiare.

Naturalmente, non puoi mollare tutto all’improvviso: il tuo senso di responsabilità te lo impedisce, ed è un bene. Allo stesso tempo, è completamente inutile cercare di cambiare le cose. Il sistema non vuole cambiare, e tutta la società moderna si basa su questo meccanismo  in cui politica, lavoro, finanza ed altri mostri si fondono indissolubilmente.

Invece è molto più utile modificare il tuo modo di rapportarti al sistema, adattandoti ai suoi meccanismi, riconoscendo gli atteggiamenti mentali che ti penalizzano, ti caricano di stress e ti impediscono di vivere in pienezza, cominciando subito a modificarli a tuo vantaggio.

Categorie:NEWS, SVILUPPO

2 risposte »

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