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Cinque frasi da non dire ai tuoi amici di colore

Come un elefante bendato

Statisticamente parlando, la maggior parte degli italiani non ha nemmeno un amico di colore. Ma, nella pur remota possibilità che tu faccia eccezione, ho per te cinque suggerimenti per migliorare la tua comunicazione con lui, o lei.

I bianchi progressisti , molto spesso – nonostante le migliori intenzioni- rendono la vita molto difficile alle persone di colore. Anzi, credo che siano proprio loro, i bianchi progressisti, a causare il danno maggiore alle persone di colore

Robin DiAngelo, nel bestseller Fragilità bianca: perché è così difficile per i bianchi parlare di razzismo

Ciò è in parte dovuto al fatto che tu, bianco progressista, molto probabilmente sarai il datore di lavoro, il collega anziano, il suocero oppure semplicemente l’amico di una persona di colore, ma la tua comunicazione inconsapevole, ti rende pericoloso, come un elefante che procede bendato facendo oscillare la proboscide senza pensare, facendo parecchi danni.

Al di là delle tue intenzioni

Il paradosso delle amicizie interrazziali è che, più ci tieni ad una persona, meno sei incline a considerare l’impatto razzista delle tue parole, o azioni. 

Per esempio, far notare ai fan di Trump quanto sia dannoso -oltre che illegale- l’uso stereotipi razzisti, tutto sommato è una cosa che possono fare tutti.  Invece è molto più complicato spiegare ai tuoi amici perché, dire in buona fede ad una persona di colore “non sei veramente nero”, solo perché ascolta musica che ritengono bianca, o non fa cose che ritengono da nero, non è affatto una buona idea.

Secondo una delle mie convinzioni personali più profonde, cercare di combattere il male è tempo, fiato e fatica sprecata. Invece è molto più utile e gratificante coltivare ciò che di bello, buono e positivo hanno da offrire le persone che incontriamo e le situazioni che viviamo.

Per questo, faccio affidamento sul tuo spirito di collaborazione per il progresso di tutti, e ti chiedo di accettare questi cinque suggerimenti su cosa smettere di dire ai tuoi amici di colore, assumendoti la piena e consapevole responsabilità su come ti rivolgerai a loro -al di là delle tue ottime intenzioni– da oggi in poi.  

1. Sei così forte!

Anche se apparentemente può sembrare un complimento, in realtà non lo è, specialmente per le donne.

Infatti, il concetto di donna nera forte deriva dal pregiudizio razziale piuttosto diffuso -basato su secoli di sperimentazione pseudo-scientifica, sofferenza silenziosa, disumanizzazione e negazione emotiva- che le donne di colore non provino lo stesso dolore fisico o emotivo delle bianche.

Quindi, rafforzando anche solo a parole questo schema, è come se inviassi alla tua amica di colore questo messaggio: “Approvo un sistema che ti disumanizza e si auto-assolve chiamandolo forza”.

Allora, se vuoi essere di supporto e incoraggiare la tua amica, dille che è una donna vera, invece che forte

Sono una donna di colore, qualunque cosa ne derivi. Tutte le emozioni, tutta la rabbia, la rabbia, l’amore, il dolore, la speranza, la disperazione, la forza, la vulnerabilità. Sono tutto questo.

Taraji P. Henson, sulla rivista Self

2. Parli così bene!

Non c’è alcun motivo per essere sorpresi che una persona di colore parli fluentemente una lingua europea occidentale, utilizzando con disinvoltura parole foneticamente complesse.

In realtà, anche questa affermazione è il retaggio di una vecchia tradizione dell’uso del linguaggio per rafforzare la gerarchia razziale. 

Nel 1851, Sojourner Truth, un’abolizionista e attivista per i diritti delle donne di colore tenne lo storico discorso “Non sono una donna?” alla Convenzione nazionale sui diritti delle donne ad Akron, Ohio.

Dodici anni dopo, il suo discorso fu riveduto e reso celebre dalla femminista bianca Frances Gage, che lo modificò nella forma e nella sostanza, rafforzando l’atteggiamento di superiorità culturale del pubblico femminista bianco nei confronti della loro controparte di colore.    

Per questo oggi, sottolineare che un tuo amico di colore si esprima scandendo bene anche parole complesse, alle sue orecchie contiene l’idea che tu come bianco hai il diritto di definire cosa significhi parlare bene, e che l’unico modo per farlo è imitare il modello europeo occidentale. 

3. Magari potessi farmi i capelli come i tuoi!

Questa espressione, riferita a dreadlock, treccine, o altre acconciature poco diffuse tra i bianchi, è doppiamente da evitare.

Innanzitutto perché siamo nel 2020 e non c’è nulla che te lo impedisca: qualunque acconciatura tu riesca a concepire, è a portata di parrucchiere. Inoltre, molto probabilmente, ti sei già appropriato di una musica, di una moda, e di una carnagione più scura della tua.   

Ma la vera chiave di lettura per comprendere il contenuto razzista di questa frase è un’altra: nella migliore delle ipotesi, stai ammettendo che, se non ci fossero conseguenze sociali da parte dei tuoi amici bianchi, saresti felice di aderire a questa tradizione di colore.  

Un po’ più in profondità, c’è la concezione più o meno consapevole, secondo cui questa espressione della cultura di colore è inappropriata al tuo status, oppure intrinsecamente sbagliata. 

Forse fai fatica ad accettarlo, ma il tuo amico di colore percepisce questa sensazione.

4. Non sei veramente nero

Ogni metrica che utilizzi per categorizzare, anche senza rendertene conto, le cose da nero, ha almeno due debolezze: 

La prima è il numero assolutamente limitato di interazioni che hai con le persone di colore. Fai la prova, sii sincero con te stesso: se ti colpisce che un nero parli bene, sia intelligente, colto, rispettabile, occupi una posizione lavorativa o sociale superiore alla tua, vuol dire che non hai sufficienti elementi. Cioè, le persone di colore con cui interagisci sono troppo poche per fare una statistica.

Inoltre, molto probabilmente e piuttosto banalmente, il tuo sistema di riferimento per inquadrare le cose da nero si basa sui falsi stereotipi diffusi da cinema, televisione, internet. Non tutte le persone di colore giocano a basket, ascoltano il blues o fanno lavori sottopagati.

Divertirsi con le tue stesse attività, non rende il tuo amico di colore meno nero, ma il fatto che tu lo pensi, rende te meno civile.

Ajah Hales

5. Incredibile!

Questa affermazione, a proposito di fatti di cronaca che vedono bianchi responsabili di azioni a danno di persone di colore, è una delle più insidiose e pericolose, perché nasconde il rifiuto -più o meno volontario- di vedere o di sapere.

Un poliziotto bianco uccide senza apparente motivo un uomo di colore? Incredibile! C’è un rifiorire di associazioni di suprematisti bianchi? Incredibile! Una donna bianca colpisce con un pugno in faccia una bambina di colore? Incredibile!

La prossima volta che pensi che un fatto come questo sia incredibile, chiediti: perché non riesci a crederci? In che modo queste informazioni contraddicono ciò che vuoi credere del tuo paese? Cosa significa per te, persona bianca, non credere a questi fatti?

Ma soprattutto: Quanti fatti come questo accadono ogni giorno? Sai che è un’esperienza piuttosto comune per persone di pelle, religione o etnia diversa dalla tua?

Il passo successivo è fare una rapida ricerca su Google, ancora una volta rimarrai sorpreso.

Una questione di responsabilità

Naturalmente, anche se riuscirai ad eliminare dal tuo linguaggio quotidiano queste espressioni razziste -ancora una volta, non è questione di intenzioni- ciò non risolverà il problema del razzismo, nemmeno in minima parte. 

Però, così facendo, dimostrerai ai tuoi amici di colore che ti stai impegnando per ridurre al minimo il tuo impatto razzista e che -finalmente- ti stai assumendo la responsabilità di essere un amico e una persona migliore.

immagine di copertina: foto dal web
fonte: https://zora.medium.com/5-phrases-your-black-friend-wishes-you-would-stop-using-c857cd415c5

Categorie:NEWS, SVILUPPO

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