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Maledette citazioni

Utilizzare citazioni di personaggi famosi o riportare fatti storici o scientifici, è un metodo molto efficace per aumentare l’autorevolezza della tua opinione. Inoltre, questo tipo di comunicazione fa da supporto agli argomenti di una tua lezione, un intervento durante una conferenza, o un testo scritto.

Spesso è una strategia preparata tavolino, in altrettante occasioni le citazioni emergono spontaneamente durante il discorso. Sarà capitato anche a te: quando fai una citazione, attingi ad una specie di memoria collettiva di frasi famosissime delle quali (quasi) nessuno mette in dubbio la correttezza, l’accuratezza, o la paternità.

Invece, molte di queste citazioni proverbiali , che sicuramente avrai letto, sentito dire e pronunciato tu stesso almeno una volta, sono state travisate nella forma e nel contenuto, hanno origine sconosciuta, oppure sono state attribuite ad un autore diverso ma più noto dell’originale.

La citazione più sbagliata di sempre

Per esempio, il famosissimo verso non ti curar di lor, ma guarda e passa, utilizzato per esprimere disapprovazione nei confronti di persone che si ritiene inutile persino criticare, è sbagliato. La versione corretta è:

Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.

Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, canto III, v. 51

Il senso è molto simile, ma se lo citi in presenza di qualcuno che conosce almeno le basi della letteratura, non fai assolutamente una bella figura.

Non dire falsa testimonianza

Anche le sacre scritture non sono immuni alle citazioni sbagliate. Per esempio, Gesù non ha mai detto “Lazzaro, alzati e cammina”, ma:

Lazzaro, vieni fuori!

Gv, 11, 43

Con ogni probabilità quest’equivoco nasce da un’altro passo del vangelo, quello in cui Gesù restituisce l’uso delle gambe ad un paralitico dicendogli:

Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina

Mc, 2, 9

Chi l’ha detto?

Una delle citazioni preferite dai liberi pensatori, quelle persone che si sentono capaci di ragionare con la propria testa, che non credono a qualcosa solo perché è accettata come vera dalla maggior parte delle persone è questa:

La mente è come un paracadute: funziona solo quando è aperta

attribuita ad Albert Einstein

Ironia della sorte, nonostante le centinaia di migliaia di attribuzioni sul web e sulla carta stampata, questa frase non è di Einstein ma di James Dewar (1842-1923), uno scienziato inglese molto meno famoso del collega tedesco.

Invece, il motto tanto caro ai fautori del pragmatismo:

Il fine giustifica i mezzi

attribuito a Niccolò Machiavelli (1469-1527)

pur rappresentando una sintesi piuttosto accurata della sua filosofia, non è presente in nessuna delle sue opere. Invece esprime un concetto di origini antichissime: per esempio, in Ovidio (43 a.C. – 18 d.C.) che nelle sue Heroides recita «exitus acta probat» (il risultato giustifica le azioni)

Secondo la scienza

La stessa attenzione meritano fatti e circostanze storiche o scientifiche. Per esempio, è opinione molto diffusa che se le api scomparissero dalla faccia della Terra, l’umanità si estinguerebbe in pochi anni. In realtà nessuno studio ufficiale conferma questa teoria, che possiamo quindi definire inventata.

Allo stesso modo, risulta completamente infondata la credenza (tutta italiana) che sia necessario aspettare tre ore prima di fare il bagno a mare dopo pranzo, oppure che la Coca-Cola sia corrosiva, o che  gli esseri umani utilizzino solo il 10% del loro cervello.

Tutto quello che sai è falso(*)

Forse è un’affermazione un po’ forte, ma in ogni caso, facendo una citazione sbagliata, corri il rischio di indebolire tutta la struttura del tuo discorso. Per questo motivo è indispensabile che controlli l’accuratezza di ogni fatto o pensiero altrui riportato nel tuo lavoro:

  • Verifica sempre su fonti ufficiali e attendibili la fondatezza di ogni citazione
  • Assicurati dell’esatta attribuzione , riportandone la fonte.
  • Controlla l’assoluta veridicità di ogni dettaglio relativo a fatti scientifici, storici, o eventi riferiti come realmente accaduti.

Leggi anche: Cosa fa un editor e perché non puoi farne a meno

Infine, ricorda che una citazione verificata e correttamente attribuita, può essere anche imperfetta.

Un uomo che ha letto molto non cita mai con precisione […] La citazione sbagliata è l’orgoglio e il privilegio della persona colta.

Hesketh Pearson

(*) Il libro Tutto quello che sai è falso, scritto da alcune tra le firme più autorevoli a livello internazionale, senza fare speculazioni o ipotesi, contrappone fatti e documenti alle leggende e bugie che multinazionali, centri di potere religioso e governi diffondono nel mondo attraverso i mass media.

Categorie:NEWS, SCRITTURA

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